TITOLO
I
REGOLAMENTO
INTERNO PREMESSA
Art.
1) L'associazione in quanto a carattere prettamente
tecnico-professionale è apolitica ed apartitica. Ad
ogni associato è riconosciuta e rispettata piena libertà
di pensiero. Dovrà però astenersi nel modo più rigoroso
dal manifestare, propagandare, ecc., in seno all'associazione
idee politiche sia direttamente che indirettamente.
E' questo un impegno che l'associato assume e dichiara
di mantenere all'atto stesso della sua iscrizione. L'associato
che verrà meno a questo suo preciso impegno sarà passibile
di provvedimenti disciplinari ed in casi gravi potrà
essere espulso dall'associazione a giudizio insindacabile
del consiglio direttivo compartimentale. (art. 12 e
13 dello statuto sociale)
DELLE ASSEMBLEE GENERALI ORDINARIE E STRAORDINARIE
Art.
2) Deve essere norma costante degli associati che
intendono prendere parte alle discussioni, il rispetto
reciproco, la calma nello svolgere le proprie idee,
la tolleranza nel controbattere le altrui opinioni,
l'usare frasi convenienti ed urbane, il rispetto e l'ossequio
verso chi presiede e verso le deliberazioni dell'assemblea.
All'associato che non ottemperasse a tali norme il presidente
può togliere la parola. Qualora poi pur privato della
parola ostacolasse lo svolgimento regolare dell'assemblea,
il presidente a diritto di farlo uscire dal luogo dell'adunanza
proponendo all'assemblea di applicare a carico del disturbatore
quei provvedimenti disciplinari ritenuti più idonei
per evitare il ripetetrsi di tali intemperanze.
Art.
3) All'inizio di ogni seduta, comunicata all'assemblea
l'ordine del giorno, peraltro già a conoscenza di ogni
associato per affissione all'albo sociale e per invito
personale, sarà data lettura del verbale dell'ultima
assemblea. Il presidente se non vi sono osservazioni
lo dichiarerà approvato. Le eventuali proposte di rettifica
al verbale devono essere approvate dall'assemblea.
Art.
4) Nessun associato può prendere la parola in assemblea
senza il permesso del presidente, che la concede a richiesta
e nell'ordine in cui viene fatta ed in casi di richieste
simultanee fatte da più associati il presidente ne stabilirà
la graduatoria.
Art.
5) Alla discussione delle diverse pratiche poste
all'ordine del giorno si procede secondo l'ordine con
cui vi sono iscritte.
Art.
6) Nessun associato può ottenere la parola più di
due volte sullo stesso argomento e per la durata massima
di 10 minuti per volta, tranne l'autore e il relatore
della proposta in discussione salvo che l'assemblea,
interpellata in proposito, lo permetta. Il presidente
ha sempre facoltà di intervenire anche interrompendo
l'ordine degli iscritti a parlare, quando si tratti
di rimettere la discussione in argomento, dare schiarimenti
per debito di ufficio o muovere qualche osservazione.
Art. 7) Ciascun associato ha facoltà di muovere
una interpellanza al presidente per ottenere informazioni
o schiarimenti anche sopra un argomento non iscritto
all'ordine del giorno. Resta facoltà del presidente
di riservarsi la risposta per la prossima adunanza qualora
non ritenesse di poter rispondere subito.
Art. 8) Se l'interpellanza si chiudesse con una
proposta sulla quale faccia d'uopo provocare una formale
deliberazione, sarà apposta all'ordine del giorno per
la prima seduta a meno che l'assemblea non la dichiari
d'urgenza.
Art.
9) Su proposta del presidente o di un associato
si potrà invertire l'ordine del giorno previa però approvazione
dell'assemblea.
Art.
10) Per reclami al regolamento, per le mozioni d'ordine,
o per fatto personale non si può mai negare la parola,
ed il presidente è in facoltà di toglierla, quando si
esuli dall'argomento in discussione.
Art.
11) L'autore di una proposta o di un emendamento
ha diritto di illustrarne i particolari e di chiuderne
la discussione prima del voto dell'assemblea; come pure
ha il diritto di ritirarla prima del voto semprechè
non venga sostenuta da altro associato.
Art.
12) Gli emendamenti afferenti una proposta sono
sottoposti all'approvazione o meno dell'assemblea, con
precedenza sull'approvazione o meno della proposta stessa,
iniziando dall'emendamento che più si allontana dalla
proposta.
Art.
13) I richiami per mozione d'ordine, sul regolamento,
per la priorità delle votazioni o per le questioni pregiudiziali,
hanno sempre la precedenza sulla questione principale.
Art.
14) La questione pregiudiziale e le proposte sospensive,
cioè che si debba rimandare la discussione per nuovi
studi, hanno sempre la precedenza nelle votazioni.
Art. 15) Ciascun associato che ha la parola,
sia che egli parli all'indirizzo di un altro associato
per fatto personale, sia che egli perori una sua proposta
dovrà rivolgersi a parlare sempre, ed in ogni caso,
direttamente verso il banco della presidenza.
Art. 16) Se il presidente invita un associato
a ritirare una qualsiasi parola offensiva, l'associato
stesso deve uniformarsi all'invito. Qualora non lo facesse
o rispondesse evasivamente, il presidente inviterà l'assemblea
a pronunciarsi in proposito con voto senza discussione.
Art.
17) Quando sopra una discussione viene proposta
la chiusura, il presidente la mette ai voti sempre che
nel corso della discussione ci sia stato almeno uno
che abbia parlato in favore ed uno contro la proposta
stessa. Se ci fosse opposizione a che venga messa ai
voti la chiusura, il presidente da la parola ad un associato
che intenda parlare, brevemente in favore, ed uno contro
la chiusura.
Art.
18) Qualunque pratica o questione presentata e non
prevista dal regolamento, dovrà venire risolta dall'assemblea
la quale deciderà pure se la decisione che ne seguirà
debba o meno essere inserita nel regolamento per farne
parte integrante.
DEL
CONSIGLIO DIRETTIVO
Art.
19) Il consiglio direttivo è tenuto a radunarsi
ogni qualvolta lo richiedono le esigenze dell'associazione
ed almeno una volta ogni 2 mesi, accertandosi sul buon
andamento dell'associazione, dando esito ai reclami
che gli potessero pervenire.
DOVERI DEL SEGRETARIO
Art.
20) Il segretario darà esito alla corrispondenza,
redigerà i verbali delle assemblee e del consiglio direttivo,
si incaricherà dell'amministrazione rilasciando e firmando
con il presidente le ricevute ed i mandati e curando
la contabilità sociale. Potrà essere coadiuvato da un
vicesegretario che, come il segretario, può non essere
un associato e le loro prestazioni possono essere retribuite.
Eseguirà la deliberazioni e gli ordini del consiglio
direttivo.
DOVERI DEL TESORIERE
Art.
21) Premesso che tutte le entrate dell'associazione
dovranno essere versate sui conti correnti intestati
alla stessa ed all'uopo istituiti, il tesoriere sarà
responsabile verso l'associazione di tutti i valori
di proprietà della stessa esistenti in sue mani e dei
quali le ricevute saranno custodite dal segretario.
Art.
22) Dovrà tenere note progressive sul suo libro
cassa di tutte le entrare e di tutte le uscite. Le relative
operazioni saranno effettuate soltanto a seguito di
mandato firmato dal segretario e dal presidente. Detti
mandati saranno emessi all'ordine del tesoriere. Avrà
cura di dare sollecito esito ai mandati medesimi.
Art.
23) Il tesoriere dovrà firmare, unitamente al presidente
ed al segretario, i rendiconti annuali. Risultandogli
a sue mani una somma maggiore ai bisogni correnti dell'associazione
ne dovrà provvedere al deposito nei conti correnti intestati
all'associazione.
Art.
24) Sarà compito del tesoriere, tutte le settimane,
di ritirare le entrate sia degli esattori che da chiunque
altro avesse incassato per conto dell'associazione.
ESATTORI
Art.
25) Il consiglio direttivo potrà nominare annualmente
uno o più esattori i quali dovranno uniformarsi agli
ordini del presidente per le riscossioni delle quote
associative od altri pagamenti da parte degli associati.
L'esattore rilascerà agli associati regolare ricevuta
da lui firmata staccata dal bollettario a matrice e
figlia. Rimetterà i soldi riscossi settimanalmente al
tesoriere ritirandone ricevuta a scarico. La percentuale
di spettanza dell'esattore rimarrà a carico dell'associato.
DELLE ELEZIONI
Art.
26) Tutti gli associati, ad eccezione di quelli
che ne fossero interdetti a norma dell'art. 19 dello
statuto sociale, sono in obbligo di prendere parte alla
votazione per la nomina del consiglio direttivo. L'assemblea
generale ordinaria designerà 5 membri fra gli associati
presenti i quali formeranno l'apposita commissione che
regolerà la votazione del nuovo consiglio direttivo.
Il consiglio direttivo uscente rimarrà in carica per
la sola ordinaria amministrazione sino alla proclamazione
del nuovo consiglio direttivo al quale farà regolari
consegne per il trapasso dei poteri.
DISPOSIZIONI
VARIE
Art.
27) Qualunque associato che occupasse una carica
in seno all'associazione, dimettendosi non potrà lasciare
il suo ufficio finchè non sarà sostituito.
Art.
28) Ogni associato dovrà tenere informato il consiglio
direttivo del proprio domicilio, denunciando subito
gli eventuali cambiamenti. In caso contrario non potrà
reclamare per inconvenienti derivanti da tale manchevolezza.
Art.
29) Le assemblee salvo casi eccezionali d'importanza
riconosciuti tali dalla maggioranza dei presenti, non
potranno prolungarsi più di tre ore da quella di apertura.
Le pratiche rimaste da trattare saranno rinviate ad
una assemblea di continuazione da fissarsi o seduta
stante o per disposizione del consiglio direttivo a
seconda dell'urgenza.
Art.
.30) Il presente regolamento va in vigore il giorno
successivo della sua approvazione e potrà essere modificato
ogni qualvolta se ne presenti la necessità assoluta,
sempre per il miglior funzionamento ed il bene dell'associazione.
Livorno , 23 marzo 1970
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